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Ven. Mar 28th, 2025

Il bartender, conosciuto anche come barman, è una figura versatile che accoglie e serve chi desidera gustare un drink in compagnia. C’è chi sa già cosa ordinare, chi si affida ai suoi consigli e chi, indeciso, lascia a lui la scelta con un semplice “fai tu”. Ma il barman non è solo un esperto nella preparazione dei cocktail: la sua presenza dietro al bancone è carismatica e affascinante, trasformando ogni preparazione in un piccolo spettacolo.

Il 24 febbraio si celebra il World Bartender Day, una giornata dedicata a una professione con radici antichissime, risalenti alle civiltà greca e romana. Nei tempi antichi, chi serviva da bere non era solo un dispensatore di bevande, ma aveva un ruolo centrale nella società, spesso gestendo locande lungo le rotte di mercanti e viaggiatori. Nel corso dei secoli, questi luoghi si sono evoluti da ambienti esclusivi a spazi di incontro per tutte le classi sociali. Anche la figura del bartender ha subito trasformazioni importanti, grazie soprattutto a pionieri come Jerry Thomas, considerato il primo grande bartender della storia.

“Essere un bartender non significa solo servire drink, ma creare connessioni e momenti indimenticabili attraverso l’arte della mixology. Nel World Bartender Day celebriamo la passione, la creatività e la dedizione che ogni professionista mette nel proprio lavoro, perché ogni cocktail racconta una storia e un’emozione da condividere.” – Alberto Birollo, drinksetter di Anthology by Mavolo.

Negli ultimi anni, l’arte del bartending ha raggiunto livelli di eccellenza senza precedenti. L’interesse per i cocktail è in continua crescita, favorito dall’accesso a ingredienti esclusivi e da un’innovazione costante nel settore. Oggi, il barman non è solo un esperto di mixology, ma una figura carismatica che unisce tradizione e modernità, adattandosi ai cambiamenti culturali senza perdere il proprio fascino.

Ecco 10 curiosità poco note su questa affascinante professione:

1. Le origini

Il mestiere di bartender nasce tra il 700 e il 500 a.C., quando si servivano soprattutto vino e birra artigianale. I primi barman erano spesso proprietari di locande e birrerie, gestendo non solo la preparazione delle bevande ma anche i luoghi di ritrovo della comunità.

2. L’evoluzione della professione

Nel XV secolo, in Europa, il bartending divenne una professione ben pagata, soprattutto in Francia, Germania, Irlanda e Inghilterra. Era considerato un lavoro d’élite e tra i più remunerativi dell’epoca.

3. La svolta americana

Nel 1832, la legge Pioneer Inn and Tavern legalizzò le taverne negli Stati Uniti, permettendo la vendita di alcolici senza l’obbligo di pernottamento. Questo trasformò le taverne in veri e propri luoghi di socializzazione.

4. Il primo manuale

Nel 1862, Jerry Thomas pubblicò The Bon Vivant’s Companion, il primo libro di cocktail della storia, ancora oggi un riferimento per i bartender di tutto il mondo.

5. L’epoca del proibizionismo

Durante il proibizionismo americano (1920-1933), nacque il fenomeno del moonshine, la produzione clandestina di alcol, realizzata di notte per sfuggire alle autorità.

6. La nascita della mixology moderna

Con la fine del proibizionismo, il bartending visse una nuova era d’oro. Ernest Raymond Beaumont Gantt, noto come Donn Beach, rivoluzionò il settore inventando il cocktail Tiki.

7. Le scuole di bartender

Dopo il 1933, il settore divenne più strutturato, portando alla nascita di scuole specializzate per formare professionisti. Tra le figure moderne spiccano i drinksetter di Anthology by Mavolo, ex bartender esperti che supportano la rete di vendita e valorizzano prodotti esclusivi.

8. L’associazione internazionale

Nel 1951 nacque l’International Bartender Association nel Regno Unito, un’organizzazione che rappresenta i bartender a livello globale e che aggiorna costantemente l’elenco dei cocktail ufficiali.

9. Gli strumenti curiosi

I primi shaker utilizzati dai bartender avevano la forma di un pinguino, un dettaglio che ancora oggi incuriosisce gli appassionati di mixology.

10. Un cocktail d’arte

Il Bellini, uno dei cocktail più iconici al mondo, fu inventato dal bartender Giuseppe Cipriani. Il suo nome deriva dal colore rosato della bevanda, che ricordava la toga di un santo raffigurato in un dipinto di Giovanni Bellini.

Dal fascino storico all’innovazione contemporanea, il bartender continua a essere una figura chiave nel mondo della socializzazione e del gusto. Un brindisi a tutti coloro che, con passione e creatività, trasformano ogni drink in un’esperienza unica.

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